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Retribuzione. La busta paga e le voci che la compongono.

La struttura della retribuzione di un lavoratore dovrebbe essere chiara e facilmente comprensibile da chiunque.

Così non è: la composizione della retribuzione e, di riflesso, la struttura dei listini paga, è assai complicata e davvero di non agevole lettura.

Oltre alle voci retributive basi, infatti, si affiancano le più diverse voci e indennità, spesso venutesi a stratificare nel corso degli anni nei testi dei contratti collettivi di lavoro.

A ciò si aggiunga una assai difficile comprensione degli elementi relativi al calcolo e versamento dei contributi di natura previdenziale e la applicazione delle dispopsizioni di carattere fiscale.

In tale “ginepraio” il lavoratore deve, per prima cosa, identificare e reperire il proprio contratto collettivo nazionale o territoriale di lavoro, poi, se non riesce a districarsi nelle disposizioni del contratto, rivolgersi a tecnici specializzati che possano aiutarlo ad identificare ed interpretare le diverse voci dei listini paga, e verificare quindi la loro esattezza, ovvero identificare eventuali errori ed evitare così la perdita dei propri diritti.

Le trattenute previdenziali.

Con l’espressione diritto previdenziale del lavoro si intende l’esame e la regolamentazione sia degli aspetetti connessi ai trattamenti pensionistici, sia quelli legati alla assistenza ai lavoratori ammalati, infortunati o che abbiano perso il posto di lavoro.

Il diritto previdenziale del lavoro quindi convolge non solo la relazione tra lavoratore e datore di lavoro, ma altresì e intuibilmente i rapporti con gli enti previdenziali, in particolare l’INPS e l’INAIL.

Soprattutto i giovani lavoratori non appaiono sufficientemente attenti ed informati in ordine ai propri doveri e diritti di natura previdenziale, colpevolmente tralasciando di verificare e controllare la propria posizione presso gli Enti previdenziali, con ciò concretamente rischiando di perdere diritti e incorrere in sanzioni.

Occorre invece, fin dall’inzio della propria esperienza lavorativa, imparare a conoscere quali siano le regole che governano la complessa materia del diritto previdenziale, e ciò sia nella prospettiva di una progressiva maturazione dei propri diritti pensionistici, ma anche per adeguatamente gestire le fasi di malattia, infortunio o di temporanea disoccupazione.

Occorre quindi imparare a consultare i propri listini retributivi, identificando non solo le voci retributive, ma anche quelle relative al rispetto degli obblighi previdenziali, nonché imparare ad accedere ai siti istituzionali degli enti al fine di consultare periodicamente la propria posizione.

Quando non si riuscisse a “raccapezzarsi” in tale materia, in quanto assai complessa e soggetta a continue modifiche, meglio rivolgersi a personale esperto che sappia adeguatamente informare e consigliare.

Gli aspetti fiscali dei redditi da lavoro.

Le retribuzioni percepite dai lavoratori costituiscono, come è ovvio, dei redditi che determinano precisi obblighi di natura fiscale.

Le disposizioni legislative in argomento tuttavia sono assai complicate, troppo spesso oggetto di continue modifiche, così determinando una situazione di incertezza ed indeterminatezza, con il concreto rischio di pagare oneri non dovuti, ovvero omettere invece di pagare quanto richiesto, con possibili rischi di controlli e di sanzioni.

La fase sicuramente più delicata  è rappresentata dal periodo di ogni anno in cui i datori di lavoro, in quanto sostituti di imposta, sono tenuti al rilascio delle annuali certificazioni, e la successiva fase della compilazione delle dichiarazioni dei redditi.

Si tratta di una fase in cui assai frequentemente sorgono problemi  in genere causati o dal mancato ricevimento delle certificazioni fiscali, ovvero dalla loro erronea compilazione.

 Appare pertanto quanto mai necessario controllare l’effettivo ricevimento delle annuali certificazioni e confrontare la corrispondenza con gli importi indicati con quanto effettivamente percepito.

Nell’ipotesi in cui le certificazioni non fossero state percepite, ovvero si rilevassero errori, occorre tempestivamente inoltrare una richiesta di rilascio, o di correzione dei dati, al soggetto erogatore / sostituto di imposta.

Se anche tale sollecito non dovesse sortire esito positivo, sarebbe quanto mai opportuna una esplicita segnalazione alla competenze Agenzia delle Entrate rilevando la mancanza o l’errore rilevato e procedere quindi alla elaborazione delle personali dichiarazioni dei redditi, indicando i dati corretti anche se non corrispondenti ai dati dichiarati dal sostituto di imposta.