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Lavoratori stranieri. Procedure di ingresso in Italia.

L’ingresso nel territorio dello stato italiano per motivi di lavoro è possibile solo nel rispetto di una specifica procedura autorizzativa, nell’ambito di quote massime di ingressi annualmente fissati dal Ministero degli Interni.

Il datore di lavoro che intenda assumere un lavoratore straniero, non comunitario, deve inoltrare una preventiva domanda di nulla -osta allo Sportello Unico della Immigrazione della Provincia in cui risiede, o comunque dove ha sede l’impresa.

In caso di accoglimento della domanda, il datore di lavoro viene convocato per il rilascio del nulla-osta e per la sottoscrizione del contratto di lavoro; copia della autorizzazione viene quindi inoltrata alla Autorità consolare nel Paese di residenza dello straniero.

Il lavoratore straniero deve quindi, inderogabilmente entro se mesi, recarsi presso detta sede consolare e ritirare copia del nulla-osta al lavoro ed il visto di ingresso in Italia.

Giunto in Italia, il lavoratore, assolutamente  entro otto giorni, deve recarsi allo Sportello Immigrazione che ha rilasciato il nulla - osta per la necessaria richiesta del permesso di soggiorno.

Non è finita, con la richiesta di rilascio del permesso, il lavoratore deve poi recarsi presso un ufficio postale e spedire la domanda allo Sportello centrale dell’immigrazione ed attendere quindi la convocazione per la raccolta degli elementi di sua identificazione ed il definitivo rilascio del permesso di soggiorno.

Si tratta dunque di procedure assai complesse, lunghe e spesso accomapagnate da rigidi termini di decadenza; si consiglia vivamente di farsi assistere da persone esperte che possano verificare e controllare il corretto svolgimento della procedura, così da evitare errori o decadenze che necessariamente determinerebbero la trasformazione del lavoratore in un immigrato irregolare.

I diritti riconosciuti agli stranieri.

Tutti i cittadini comunque presenti nel territorio italiano godono di diritti fondamentali della persona umana e ciò anche prescindendo dalla regolarità della loro presenza in Italia.

I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia hanno altresì il pieno godimenti di diritti civili, tra i quali in particolare il diritto alla partecipazione alla vita pubblica locale.

Ferma restando quindi l'esclusione dei dirtti cosiddetti politici, in particolare rappresentati dall’elettorato attivo e passivo per le consultazioni nazionali, che rappresentano l’effettivo elemento caratterizzante la posizione di chi sia in possesso della cittadinanza italiana, vi è stata una progressiva estensione anche a cittadini stranieri di diritti e facoltà, nel rispetto di beni essenziali alla vita ed alla dignità della persona umana.

In particolare, va ricordato il pieno diritto del cittadino straniero, anche se irregolare, alla tutela sanitaria, il diritto quindi di ricevere le cure urgenti ed essenziali, nonché piena tutela in caso di gravidanza e parto.    A vantaggio di tutti i minori sono inoltre garantite le vaccinazioni obbligatorie per legge.

Tutti i cittadini anche se irregolarmente presenti in Italia hanno pari diritti relativi alla tutela giurisdizionale, in particolare nei confronti della Pubblica Amministrazione.

I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia hanno poi pieno diritto di concorrere alla assegnazione di case di edilizia residenziale pubblica e i minori hanno il diritto di frequentare la scuola pubblica dell’obbligo.